Yohji Yamamoto: la storia

da , il

    Yohji Yamamoto, nato a Tokyo durante la Seconda Guerra Mondiale, crebbe di conseguenza in un ambiente difficile, in cui, anche negli anni successivi alla guerra, non ci si poteva concedere nessun vizio nè lusso. Fu quindi facilmente attratto dai lustrini che scintillavano intorno al mondo della moda, e decise di provare questa strada.

    Riuscì, con fatica, a frequentare il prestigiosissimo Bunka Fashion College, che ha istruito designer del calibro di Kenzo. La sua prima linea, Y’s, uscì a Tokyo nel 1972. Ma Yoji trovava la capitale giapponese poco innovativa e stimolante, decise quindi di trasferirsi nella capitale della moda, Parigi, dove debuttò nel 1981, tra le difficoltà per ambientarsi, soprattutto a causa della lingua.

    Sin dall’inzio sconvolse e ribarltò i canoni vigenti in quel periodo, insieme all’amico e collaboratore Rei Kawabuko, sfidando le regole dell’estetica del tempo e reinventandone di nuove. In un periodo quindi in cui le creazioni erano incentrate sulle linee del corpo femminile, Yamamoto e Kawabuko si concentrarono sulla geometria delle forme, piuttosto che sulla loro morbidezza. Anche sul colore, invece di seguire la colorata tendenza dei primi Ottanta, si concentrarono quasi completamente sui toni del nero, grigio e bianco.

    La sua ricerca e sperimentazione proseguì anche negli anni successivi e anche dopo che finì il sodalizio artistico con Kawabuko. E negli ultimi anni la sua attenzione si sta concentrando maggiormente sui materiali, per creare nuove consistenze e nuove particolari trame, grazie all’uso di innovativi filati, mescolati ad altri materiali.

    Proprio lui, ormai dieci anni fa dichiarava alla rivista “Elle”:

    “Lo stile è l’arte di mischiare, di mettere in valore e di governare esteticamente ciò che uno ama. Per quel che mi riguarda, mi piace associare allo chic dei creatori quel che vado trovando al mercato delle Pulci. Scegliere è la nostra ultima libertà. Indossare gli abiti di certi stilisti è come cambiare vita. Quando qualcuno mi dice: “Yohji, desidero portare i tuoi vestiti”, gli rispondo: “Attento, non fidarti. Non è così semplice.”

    Foto da:

    blog.theshoegoddess.com/newshoes

    dadakuo.wordpress.com